Storia di tutte le storie.
"…Allora la Principessa baciò il Principe che diventò più rosso di Cappuccetto Rosso, essendo un timidone."
Papà concluse il suo racconto.
"Papà, il Principe non era per niente timido ma era rosso di fatica: aveva appena finito di combattere contro Kerosene, il terribile drago nero."
Lo corresse Giacomino ed aggiunse, ancor più severo:
"Era soltanto un Principe, mica Pikachu."
"Hai proprio ragione! Non me la ricordavo più tanto bene questa storia. E adesso… A nanna!!"
"Dormi bene piccolino!" Disse Mamma.
"Aspettate: raccontatemi un'altra storia!" Fu la risposta di Giacomino.
"Un'altra e poi… Giurin giuretto che filo a letto!" La sua promessa.
"Dunque, vediamo un po'… Ecco qua: c'era una volta un bambino che non voleva andare a dormire; era la disperazione di Mamma e Papà."
"No, non voglio una storia qualunque: perchè non mi raccontate la storia della mia storia?" Domandò Giacomino.
Mamma e Papà non si aspettavano questa richiesta proprio alla fine della giornata; sapevano bene che sarebbe arrivata, ma immaginavano un altro momento: per esempio durante una passeggiata nel bosco oppure a colazione.
Chissà poi perchè.
"Bene! Ecco qui la storia di Giacomino: andiamo a cominciar…"
Canticchiò Papà.
"Racconto io." Disse Mamma.
"Un giorno, tra tutte le persone del mondo, Mamma si accorse proprio di Papà; anche Papà, tra tutte le persone del mondo, si accorse proprio di Mamma.
- Buongiorno!
- Buongiorno a lei. Facciamo un po' di strada insieme?
- Perchè no?!
Così Mamma e Papà cominciarono a camminare, ogni giorno, lungo la strada che li aveva fatti incontrare la prima volta; sempre la stessa, come se in tutto il mondo non ne esistesse un’altra. Presto trovarono molto noioso salutarsi con il buongiorno, allora cambiarono:
- Ciao!
- Ciao a Te! Camminiamo un po' insieme?
- Perchè no!?
Così, i passi fatti in compagnia aumentarono sempre più; aumentò anche il dispiacere provato quando ognuno ritornava a casa propria.
- A domani!
- A domani!!
Un bel giorno si dissero:
- Mi sa che oggi non ritorno.
- Mi sa proprio che anch'io farò così: facciamo un viaggio?
- Che bella idea!
Camminando camminando, attraversarono pianure e boschi, villaggi e paesi, cantando così:
- Lunga è la strada, diritta la via; dite pure la vostra che vi diciamo la nostra.
E la dissero in versetto con la filastrocca del bacetto:
- Un bacetto e un passo, in pianura e nella calura.
- Due bacetti e un passo, se la salita è un po’ più dura.
- Dieci bacetti e un passo, la fatica non fa paura.
- Cento bacetti e un passo, chi non è cotto non matura.
- Mille bacetti e un passo, attenzione! C’è chi giura che la vita non sia avventura.
- Un milione di bacetti e un passo, se la notte è fredda e scura…
Poi, come fu come non fu, solo bacetti e passi niente più.
All’indomani, arrivasti Tu."
"Toh guarda! Si è addormentato." Fece notare Papà.
Giacomino, non so dirvi a che punto della storia, saltò sopra un sogno a dondolo: un colpo di gioia lo trasformò in aquilone.
Mamma e Papà lo rividero soltanto al mattino.